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APICE BENEVENTO Italia
In base al Testo Unico sulla sicurezza, anche in carenza di prescrittive richieste da parte dell’organo di vigilanza, rimane in capo al datore di lavoro l’onere di dimostrare la sussistenza delle condizioni di efficienza e di sicurezza generale di un apparecchio di sollevamento. La valutazione della vita residua attraverso la verifica strutturale per mezzo di controlli non distruttivi, costituisce un indispensabile passaggio in questa direzione, anche nell’ottica di prevenire il manifestarsi di danni, anche gravi, alle macchine e, soprattutto, nell’evitare fatali conseguenze ai lavoratori. Gli apparecchi di sollevamento sono infatti soggetti a cicli di carico, ossia a fenomeni di fatica strutturale che, nel corso del tempo e sotto l’azione di carichi variabili, possono portare all’indebolimento di sezioni strutturali con conseguenti possibili cedimenti. Dopo avere sottoposto a cicli di carico ripetuti nel tempo una struttura si manifestano delle piccole lesioni (cricche) che si sviluppano in alcuni elementi o in sezioni degli stessi sotto l’azione di carichi variabili. La presenza di sezioni di carpenteria indebolite da fenomeni di fatica può portare, nel tempo, a collasso strutturale degli apparecchi di sollevamento con evidenti gravi conseguenze. E’ per questo motivo che i funzionari pubblici ASL/ARPA, titolari delle verifiche periodiche e straordinarie, possono prescrivere, generalmente quando la gru supera i 10 anni di vita, una verifica più approfondita rispetto alla consueta verifica periodica annuale. Questa ispezione prescritta prende il nome di verifica strutturale e serve a capire, sulla base delle condizioni della struttura, quanti cicli di vita residui rimangono alla gru rispetto alla classe stabilita dal costruttore.
Gli apparecchi di sollevamento infatti, come d’altronde la maggior parte delle macchine e degli impianti, sono progettati per funzionare per un tempo definito. Quando si raggiunge il numero di cicli previsti la struttura non conserva più le caratteristiche di sicurezza originarie. La classificazione degli apparecchi di sollevamento viene usualmente fatta secondo le CNR 10021/85, le norme ISO 4301/1e le regole tecniche FEM 1.001 e FEM 9.511.
La ISO 12482-1, norma che si occupa dei criteri generali di monitoraggio delle condizioni di conservazione degli apparecchi di sollevamento, stabilisce il termine di 10 anni dalla data di costruzione delle gru a torre, gru su autocarro e autogru (20 anni per tutte le altre tipologie). Contenuti simili sono inoltre rintracciabili nella FEM 9.755, nel cui Allegato sono indicati i 10 anni come termine massimo di verifica dalla data di messa in servizio della gru. Il ricorrente valore di 10 anni ha nel tempo fatto nascere un sinonimo di “verifica strutturale”, la cosiddetta “verifica decennale”.
Il Decreto Ministeriale 11 Aprile 2011, entrato in vigore il 24 Gennaio 2012 e la circolare n.18 del 23 maggio 2013 , hanno reso obbligatoria per gli apparecchi di sollevamento che superano i 20 anni l'INDAGINE SUPPLEMENTARE.
L'indagine supplementare consiste nella verifica strutturale dell'apparecchio finalizzata ad individuare eventuali vizi, anomalie, stabilendo lo stato e la vita residua dello stesso.
La verifica consiste nel controllo della completezza della documentazione a corredo dell’attrezzatura e nell’esecuzione delle prove funzionali al fine di controllare il corretto settaggio e funzionamento di tutti i dispositivi di sicurezza dell’attrezzatura.
Infatti, la verifica viene eseguita dall’ Ingegnere Esperto che procede:
EB engineering esegue verifiche strutturali, indagini supplementari, calcolo dei cicli di vita residua in tutta italia, ed incentra la propria attività in Campania e in Puglia nelle varie provincie Avellino,Benevento,Napoli,Salerno, Bari, Foggia, Brindisi, Lecce, Taranto e BAT.